{"id":1805,"date":"2026-10-28T12:14:01","date_gmt":"2026-10-28T11:14:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/?p=1805"},"modified":"2026-10-28T12:14:01","modified_gmt":"2026-10-28T11:14:01","slug":"rifiuti-imballaggio-eurostat-2024-riciclo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/rifiuti-imballaggio-eurostat-2024-riciclo\/","title":{"rendered":"Rifiuti da imballaggio in Europa, Eurostat: 81,5 milioni di tonnellate nel 2024 e riciclo della plastica al 42,4%"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2024 l&#8217;Unione europea ha prodotto 81,5 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, equivalenti a 181 chilogrammi per abitante. Il quantitativo \u00e8 aumentato di 3,2 chilogrammi pro capite rispetto al 2023 e di 19,6 chilogrammi rispetto al 2014. A rilevarlo \u00e8 Eurostat, che il 22 ottobre 2026 ha pubblicato i nuovi dati sulla produzione e sul riciclo degli imballaggi nei Paesi membri.<\/p>\n<p>Le statistiche mostrano un andamento che merita attenzione: dopo la riduzione registrata nel 2023, la quantit\u00e0 di rifiuti torna a crescere, mentre il recupero della plastica procede con miglioramenti relativamente contenuti. Nel 2024 il tasso europeo di riciclo degli imballaggi plastici ha raggiunto il 42,4%, contro il 41,6% dell&#8217;anno precedente.<\/p>\n<p>Il quadro dei <strong>rifiuti da imballaggio Eurostat 2024<\/strong> permette di esaminare anche la composizione dei materiali utilizzati, le differenze tra i sistemi nazionali e l&#8217;effettiva capacit\u00e0 di trasformare i rifiuti raccolti in materie prime seconde. I numeri riguardano l&#8217;intera economia europea, comprese le attivit\u00e0 produttive, commerciali, le amministrazioni e le famiglie.<\/p>\n<h2>Carta e cartone rappresentano oltre il 40% dei rifiuti da imballaggio<\/h2>\n<p>La carta e il cartone costituiscono la componente pi\u00f9 consistente dei rifiuti da imballaggio generati nell&#8217;Unione europea. Nel 2024 hanno rappresentato il 40,8% del totale, una quota che corrisponde a circa 33,3 milioni di tonnellate.<\/p>\n<p>Seguono gli imballaggi in plastica, con il 19,9%, e quelli in vetro, che incidono per il 18,1%. Il legno rappresenta il 16,2%, i metalli il 4,8%, mentre agli altri materiali corrisponde lo 0,2%.<\/p>\n<p>Questa distribuzione riflette la presenza degli imballaggi in numerose attivit\u00e0 economiche, dalla movimentazione delle merci alla vendita al dettaglio. Scatole di cartone, confezioni alimentari, bottiglie, contenitori e imballaggi per il trasporto contribuiscono alla formazione di flussi di rifiuti con caratteristiche differenti.<\/p>\n<p>La composizione merceologica \u00e8 rilevante anche per valutare le possibilit\u00e0 di recupero. Carta, vetro, metalli e plastica richiedono sistemi di selezione e processi industriali specifici. La presenza di materiali compositi, residui di prodotto o contaminazioni pu\u00f2 condizionare la quantit\u00e0 effettivamente riciclabile.<\/p>\n<p>I dati sui <strong>rifiuti da imballaggio Eurostat 2024<\/strong> descrivono le quantit\u00e0 generate per categoria, ma queste percentuali non rappresentano i rispettivi tassi di riciclo. Il fatto che carta e cartone costituiscano oltre il 40% dei rifiuti complessivi, per esempio, non significa che venga riciclata la stessa percentuale di questo materiale.<\/p>\n<p>Per valutare le prestazioni ambientali occorre rapportare i quantitativi avviati a riciclo ai rifiuti prodotti nella medesima categoria, utilizzando gli indicatori e i criteri di calcolo previsti dalle statistiche europee.<\/p>\n<h2>Plastica, il riciclo cresce ma resta sotto il 43%<\/h2>\n<p>La situazione degli imballaggi plastici costituisce uno degli elementi pi\u00f9 significativi dell&#8217;aggiornamento Eurostat.<\/p>\n<p>Nel 2024 ogni abitante dell&#8217;Unione europea ha generato mediamente 35,9 chilogrammi di rifiuti da imballaggio in plastica. Di questi, 15,3 chilogrammi sono stati riciclati. Entrambi i valori sono aumentati di 0,6 chilogrammi rispetto al 2023.<\/p>\n<p>Il confronto con il decennio precedente evidenzia una crescita pi\u00f9 marcata dei rifiuti prodotti rispetto alle quantit\u00e0 recuperate. Tra il 2014 e il 2024 la produzione pro capite di imballaggi plastici \u00e8 aumentata di 6,1 chilogrammi, mentre il quantitativo riciclato \u00e8 cresciuto di 3,4 chilogrammi.<\/p>\n<p>Il tasso di riciclo ha comunque registrato un miglioramento, passando dal 41,6% del 2023 al 42,4% del 2024. Si tratta di un incremento di 0,8 punti percentuali, che segnala un progresso nella quota recuperata, senza per\u00f2 modificare sostanzialmente il rapporto tra rifiuti generati e materiali riciclati.<\/p>\n<p>L&#8217;aumento dei volumi avviati a riciclo, infatti, deve essere interpretato insieme alla quantit\u00e0 complessiva di rifiuti prodotta. Una crescita del materiale recuperato pu\u00f2 accompagnarsi a un incremento dei rifiuti ancora pi\u00f9 elevato, limitando il miglioramento percentuale.<\/p>\n<p>Il confronto decennale dei <strong>rifiuti da imballaggio Eurostat 2024<\/strong> mostra quindi due fenomeni contemporanei: una maggiore capacit\u00e0 di riciclare plastica e una produzione di imballaggi che continua a esercitare pressione sui sistemi di gestione.<\/p>\n<h2>Le differenze tra i Paesi europei: Lettonia davanti, Danimarca in fondo<\/h2>\n<p>Le medie europee nascondono differenze considerevoli tra gli Stati membri. Nel riciclo degli imballaggi plastici, il dato pi\u00f9 elevato del 2024 appartiene alla Lettonia, che raggiunge il 71%.<\/p>\n<p>Seguono Belgio, con il 58,2%, Polonia, con il 56%, e Repubblica Ceca, con il 53,7%. Sono percentuali nettamente superiori alla media europea del 42,4%.<\/p>\n<p>All&#8217;estremo opposto si trovano Danimarca, Finlandia e Francia. La Danimarca registra un tasso del 22,5%, la Finlandia del 26,9% e la Francia del 27,4%.<\/p>\n<p>Tra il risultato lettone e quello danese si osserva dunque una differenza di 48,5 punti percentuali. Il divario conferma quanto le prestazioni nazionali possano essere distanti anche all&#8217;interno di un sistema regolatorio europeo comune.<\/p>\n<p>Le statistiche, tuttavia, non consentono di attribuire automaticamente questi risultati a una singola causa. I tassi dipendono da diversi elementi, tra cui composizione degli imballaggi immessi sul mercato, organizzazione della raccolta, qualit\u00e0 della selezione e capacit\u00e0 degli impianti di trattamento.<\/p>\n<p>Anche il funzionamento dei sistemi di responsabilit\u00e0 estesa del produttore pu\u00f2 incidere sull&#8217;organizzazione della filiera, cos\u00ec come la presenza di infrastrutture industriali specializzate nel recupero dei diversi polimeri.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento riguarda la distinzione tra raccolta differenziata e riciclo effettivo. Una quantit\u00e0 di plastica conferita separatamente pu\u00f2 contenere materiali non idonei al trattamento, impurit\u00e0 o frazioni che vengono eliminate durante la selezione.<\/p>\n<p>Di conseguenza, un Paese con un sistema di raccolta capillare non raggiunge necessariamente un tasso di riciclo altrettanto elevato. Per valutare le prestazioni occorre considerare il materiale che arriva effettivamente al processo di riciclo secondo le regole europee di contabilizzazione.<\/p>\n<h2>Come Eurostat misura il riciclo e perch\u00e9 il metodo \u00e8 cambiato<\/h2>\n<p>La lettura dei <strong>rifiuti da imballaggio Eurostat 2024<\/strong> richiede attenzione alle regole statistiche utilizzate per confrontare i diversi anni.<\/p>\n<p>A partire dall&#8217;anno di riferimento 2020, la metodologia europea ha introdotto criteri pi\u00f9 rigorosi per contabilizzare il materiale riciclato. In precedenza, il calcolo poteva basarsi sulle quantit\u00e0 in uscita dagli impianti di selezione. Con le nuove disposizioni, il punto di misurazione \u00e8 stato avvicinato all&#8217;ingresso del materiale nel processo effettivo di riciclo.<\/p>\n<p>La modifica permette di escludere con maggiore precisione le frazioni che, pur avendo attraversato una fase di selezione, non vengono concretamente riciclate.<\/p>\n<p>Eurostat specifica che i cambiamenti metodologici introdotti nel 2020, compresa una contabilizzazione pi\u00f9 rigorosa delle componenti degli imballaggi compositi, hanno determinato una riduzione di 3,4 punti percentuali del tasso di riciclo europeo considerato nella serie statistica.<\/p>\n<p>Questo passaggio introduce una discontinuit\u00e0 nei confronti storici. Una variazione registrata tra il periodo precedente al 2020 e gli anni successivi potrebbe dipendere in parte dalle nuove modalit\u00e0 di misurazione, anzich\u00e9 esclusivamente da un cambiamento nelle prestazioni degli impianti.<\/p>\n<p>La metodologia chiarisce inoltre che il riciclo degli imballaggi plastici considera il materiale effettivamente trasformato nuovamente in plastica. Per il legno, alcuni indicatori utilizzati nel monitoraggio degli obiettivi comprendono anche la riparazione degli imballaggi, secondo le regole specifiche previste dalla normativa.<\/p>\n<p>Il database Eurostat denominato <em>Packaging waste by waste management operations<\/em>, identificato dal codice env_waspac, raccoglie le informazioni relative alla produzione e al trattamento dei rifiuti da imballaggio, distinguendo materiali, operazioni di gestione, Paesi e anni di riferimento.<\/p>\n<p>Il dataset \u00e8 stato aggiornato il 21 ottobre 2026 e comprende dati fino al 2024. La comunicazione statistica dedicata agli imballaggi plastici \u00e8 stata pubblicata il giorno successivo, il 22 ottobre. L&#8217;anno 2024 rappresenta quindi il periodo osservato, non la data di diffusione delle informazioni.<\/p>\n<h2>Raccolta differenziata e riciclo non sono la stessa cosa<\/h2>\n<p>La distinzione tra raccolta, trattamento e riciclo assume un&#8217;importanza particolare quando si confrontano le prestazioni dei Paesi europei.<\/p>\n<p>La raccolta differenziata riguarda il conferimento e l&#8217;intercettazione dei rifiuti attraverso circuiti separati. Costituisce una fase necessaria per numerose filiere di recupero, ma non certifica che tutto il materiale raccolto venga successivamente riciclato.<\/p>\n<p>Dopo il conferimento, gli imballaggi devono essere selezionati, eventualmente puliti e preparati per le lavorazioni industriali. Durante queste operazioni possono emergere frazioni estranee, materiali non compatibili con i processi disponibili o scarti che devono seguire altre modalit\u00e0 di gestione.<\/p>\n<p>Il riciclo viene invece misurato in relazione al materiale che soddisfa i criteri stabiliti per l&#8217;ingresso nel processo di trasformazione.<\/p>\n<p>Per questo motivo, i valori presentati da Eurostat non devono essere confusi con le percentuali di raccolta differenziata comunicate a livello nazionale o locale. I due indicatori descrivono momenti differenti della gestione dei rifiuti.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra distinzione riguarda il perimetro delle statistiche. I rifiuti da imballaggio comprendono anche quelli generati dalle imprese, dal commercio e dalle attivit\u00e0 istituzionali. Non coincidono quindi con i soli rifiuti domestici n\u00e9 con l&#8217;intero insieme dei rifiuti urbani.<\/p>\n<p>I dati sui <strong>rifiuti da imballaggio Eurostat 2024<\/strong> consentono di valutare la gestione di una specifica categoria di materiali, evitando di sovrapporre risultati riferiti a flussi differenti.<\/p>\n<h2>Le nuove regole europee puntano sulla riduzione dei rifiuti<\/h2>\n<p>L&#8217;aggiornamento statistico arriva in una fase di cambiamento della legislazione europea sugli imballaggi.<\/p>\n<p>Il Regolamento UE 2025\/40, conosciuto come <em>Packaging and Packaging Waste Regulation<\/em> (PPWR), \u00e8 entrato in vigore l&#8217;11 febbraio 2025 e ha iniziato ad applicarsi, con disposizioni progressive, dal 12 agosto 2026.<\/p>\n<p>La normativa interviene sulla prevenzione dei rifiuti, sulla progettazione degli imballaggi, sulla riciclabilit\u00e0 e sull&#8217;utilizzo di materiale riciclato nei nuovi prodotti. Alcuni obblighi sono gi\u00e0 applicabili, mentre altre disposizioni entreranno in funzione nei prossimi anni.<\/p>\n<p>Dal 2028 \u00e8 prevista l&#8217;applicazione di un sistema armonizzato di etichettatura degli imballaggi, pensato per facilitare il corretto conferimento dei materiali e migliorare l&#8217;efficienza della selezione.<\/p>\n<p>Dal 2030 diventeranno applicabili ulteriori misure, tra cui requisiti di riciclabilit\u00e0, obblighi relativi al contenuto riciclato negli imballaggi plastici e restrizioni riguardanti determinate tipologie di imballaggi monouso. Sono previsti anche interventi per limitare gli spazi vuoti e promuovere il riutilizzo.<\/p>\n<p>Il regolamento affianca cos\u00ec alle attivit\u00e0 di gestione dei rifiuti una serie di obblighi che riguardano le caratteristiche degli imballaggi prima della loro immissione sul mercato.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 intervenire sulla quantit\u00e0 e sulla composizione dei rifiuti generati, oltre che sulla possibilit\u00e0 di recuperarli dopo l&#8217;utilizzo.<\/p>\n<p>Questa distinzione \u00e8 rilevante alla luce dei numeri del 2024. L&#8217;aumento della produzione pro capite dimostra che un miglioramento del riciclo non equivale necessariamente a una riduzione dei rifiuti.<\/p>\n<p>Il nuovo quadro normativo considera pertanto anche la prevenzione e il riutilizzo, due strumenti che agiscono prima della fase di raccolta e trattamento.<\/p>\n<h2>Il confronto con gli obiettivi europei e il ruolo della prevenzione<\/h2>\n<p>La disciplina europea sugli imballaggi prevede obiettivi quantitativi di riciclo progressivamente pi\u00f9 ambiziosi.<\/p>\n<p>Per il 2025 \u00e8 stato fissato un obiettivo complessivo di riciclo del 65% dei rifiuti da imballaggio, che sale al 70% per il 2030. Sono previsti traguardi specifici anche per i diversi materiali, tra cui carta e cartone, plastica, vetro, metalli e legno.<\/p>\n<p>Per gli imballaggi plastici l&#8217;obiettivo \u00e8 del 50% entro il 2025 e del 55% entro il 2030. Il tasso europeo del 42,4% registrato nel 2024 si colloca quindi a 7,6 punti percentuali dal primo traguardo.<\/p>\n<p>Il confronto indica la distanza esistente nell&#8217;anno precedente alla scadenza, ma non permette di stabilire se l&#8217;obiettivo del 2025 sia stato raggiunto. Per questa valutazione saranno necessari i dati riferiti all&#8217;anno corrispondente.<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 diversa tra i Paesi membri: alcuni hanno gi\u00e0 registrato nel 2024 tassi di riciclo della plastica superiori al 50%, mentre altri rimangono sensibilmente al di sotto di questa soglia.<\/p>\n<p>Occorre inoltre distinguere le percentuali relative ai singoli materiali dal tasso complessivo di riciclo degli imballaggi. Il 42,4% comunicato da Eurostat riguarda esclusivamente la plastica e non pu\u00f2 essere utilizzato come indicatore del risultato aggregato europeo.<\/p>\n<p>La crescita dei volumi di rifiuti costituisce intanto un elemento da considerare nella pianificazione delle infrastrutture. Un aumento delle quantit\u00e0 generate pu\u00f2 richiedere maggiore capacit\u00e0 di raccolta, selezione e trattamento, anche quando migliorano le prestazioni percentuali.<\/p>\n<p>La normativa europea introduce per questo una prospettiva che comprende la riduzione degli imballaggi superflui e il ricorso a soluzioni riutilizzabili, oltre all&#8217;incremento del riciclo.<\/p>\n<p>Nel 2024 l&#8217;Unione europea ha prodotto mediamente 181 chilogrammi di rifiuti da imballaggio per abitante, il valore pi\u00f9 recente riportato nell&#8217;aggiornamento Eurostat di ottobre 2026. Sar\u00e0 il confronto con gli anni successivi a consentire di osservare gli eventuali effetti delle nuove disposizioni sulla quantit\u00e0 di imballaggi che arrivano alla fine del loro ciclo di utilizzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2024 l&#8217;Unione europea ha prodotto 81,5 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, equivalenti a 181 chilogrammi per abitante. Il quantitativo \u00e8 aumentato di 3,2 chilogrammi pro capite rispetto al 2023 e di 19,6 chilogrammi rispetto al 2014. 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