{"id":1821,"date":"2026-10-28T17:53:16","date_gmt":"2026-10-28T16:53:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/?p=1821"},"modified":"2026-10-28T17:23:40","modified_gmt":"2026-10-28T16:23:40","slug":"strategia-europea-idrogeno-consultazione-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/strategia-europea-idrogeno-consultazione-2026\/","title":{"rendered":"Strategia europea per l&#8217;idrogeno, Bruxelles apre la consultazione per rilanciare investimenti e produzione"},"content":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha avviato il 26 ottobre 2026 una consultazione pubblica per definire le priorit\u00e0 della futura strategia europea per l&#8217;idrogeno, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la produzione, sostenere gli impieghi industriali e creare condizioni pi\u00f9 favorevoli agli investimenti. Cittadini, imprese e organizzazioni interessate potranno presentare le proprie osservazioni <strong>entro il 23 novembre 2026<\/strong>, contribuendo alla preparazione del nuovo documento programmatico dell&#8217;Unione.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa arriva mentre lo sviluppo del mercato europeo procede pi\u00f9 lentamente rispetto alle aspettative formulate negli anni precedenti. La Commissione riconosce che, nonostante l&#8217;introduzione di un quadro normativo articolato, la capacit\u00e0 produttiva effettivamente operativa rimane limitata e numerosi progetti incontrano difficolt\u00e0 nel raggiungere la fase di realizzazione.<\/p>\n<p>La consultazione comprende due percorsi distinti: una raccolta pubblica di contributi sulle priorit\u00e0 generali e un questionario rivolto agli operatori del settore. Le osservazioni serviranno a individuare gli ostacoli che rallentano la diffusione dell&#8217;idrogeno rinnovabile e a basse emissioni, senza costituire ancora una decisione sulle misure che verranno adottate.<\/p>\n<p>La nuova strategia europea per l&#8217;idrogeno sar\u00e0 elaborata parallelamente al quadro delle politiche sulle energie rinnovabili fino al 2040. Il collegamento riguarda sia gli obiettivi climatici dell&#8217;Unione sia la necessit\u00e0 di ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, una questione che continua a influenzare le scelte energetiche e industriali europee.<\/p>\n<h2>Un mercato ancora distante dagli obiettivi fissati per il 2030<\/h2>\n<p>Il punto di partenza della revisione \u00e8 rappresentato dalla distanza tra le ambizioni comunitarie e la crescita effettiva della filiera. Nel 2020 l&#8217;Unione europea aveva presentato una prima strategia dedicata all&#8217;idrogeno, successivamente rafforzata dal piano REPowerEU del 2022.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo ha indicato per il 2030 l&#8217;obiettivo di produrre annualmente 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile all&#8217;interno dell&#8217;Unione e di importarne altrettante. Si tratta di traguardi programmatici particolarmente impegnativi, che presuppongono investimenti consistenti negli impianti produttivi, nelle fonti rinnovabili e nei sistemi di trasporto.<\/p>\n<p>I dati disponibili mostrano quanto il percorso sia ancora complesso. Secondo il rapporto sul mercato europeo dell&#8217;idrogeno pubblicato nel dicembre 2025 dall&#8217;Agenzia dell&#8217;Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell&#8217;energia (ACER), nel 2024 la capacit\u00e0 installata degli elettrolizzatori aveva raggiunto circa 308 megawatt, con un incremento del 51% rispetto all&#8217;anno precedente.<\/p>\n<p>La crescita, pur significativa in termini percentuali, rimaneva molto lontana dall&#8217;obiettivo indicativo di 6 gigawatt previsto per il 2024. Il rapporto evidenziava inoltre un divario economico rilevante: il costo medio di produzione dell&#8217;idrogeno rinnovabile era stimato intorno agli <strong>8 euro al chilogrammo<\/strong>, circa quattro volte quello dell&#8217;idrogeno ottenuto da combustibili fossili.<\/p>\n<p>Questi valori si riferiscono al 2024 e non descrivono automaticamente la situazione produttiva dell&#8217;ottobre 2026. Restano comunque un riferimento importante per comprendere le difficolt\u00e0 strutturali che la Commissione intende affrontare.<\/p>\n<p>La Corte dei conti europea aveva gi\u00e0 richiamato l&#8217;attenzione sul problema nel rapporto speciale pubblicato nel 2024. L&#8217;istituzione aveva giudicato eccessivamente ambiziosi alcuni obiettivi comunitari, rilevando che non erano stati definiti sulla base di analisi sufficientemente solide delle condizioni industriali e delle prospettive di mercato.<\/p>\n<p>La revisione della strategia europea per l&#8217;idrogeno dovr\u00e0 quindi confrontarsi con una questione concreta: individuare priorit\u00e0 compatibili con la capacit\u00e0 delle imprese di investire e con la domanda effettivamente prevedibile nei prossimi anni.<\/p>\n<h2>Produzione rinnovabile e competitivit\u00e0 della filiera europea<\/h2>\n<p>La produzione costituisce uno dei principali nodi economici del settore. L&#8217;idrogeno pu\u00f2 essere ottenuto attraverso processi differenti, con conseguenze molto diverse in termini di emissioni, consumi energetici e costi.<\/p>\n<p>L&#8217;idrogeno rinnovabile viene prodotto principalmente mediante elettrolisi dell&#8217;acqua, utilizzando elettricit\u00e0 proveniente da fonti rinnovabili nel rispetto dei criteri europei applicabili. Il processo separa l&#8217;idrogeno dall&#8217;ossigeno, ma richiede una quantit\u00e0 significativa di energia elettrica.<\/p>\n<p>Il prezzo dell&#8217;elettricit\u00e0 incide pertanto sulla competitivit\u00e0 del prodotto finale. ACER ha evidenziato che il costo della fornitura elettrica, al netto delle tariffe di rete, pu\u00f2 rappresentare fino alla met\u00e0 dei costi complessivi di produzione dell&#8217;idrogeno rinnovabile, con differenze rilevanti tra i territori europei.<\/p>\n<p>L&#8217;espansione degli impianti di elettrolisi dipende anche dalla disponibilit\u00e0 di energia rinnovabile, dai tempi necessari per ottenere le autorizzazioni e dalle condizioni di connessione alla rete. Un progetto industriale pu\u00f2 risultare tecnicamente realizzabile senza raggiungere una sostenibilit\u00e0 economica sufficiente per ottenere finanziamenti.<\/p>\n<p>Accanto all&#8217;idrogeno rinnovabile, il quadro normativo comunitario considera quello a basse emissioni di carbonio, che pu\u00f2 essere prodotto mediante processi differenti purch\u00e9 vengano rispettati specifici requisiti sulle emissioni lungo il ciclo di vita.<\/p>\n<p>Nel luglio 2025 l&#8217;Unione europea ha adottato una metodologia per la valutazione delle emissioni dell&#8217;idrogeno a basse emissioni di carbonio. Il riconoscimento di questa categoria richiede una riduzione delle emissioni di gas serra almeno del 70% rispetto al riferimento fossile previsto dalla normativa.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 rilevante perch\u00e9 le due categorie presentano caratteristiche industriali e ambientali differenti. L&#8217;idrogeno prodotto da gas naturale con sistemi di cattura della CO\u2082, per esempio, deve essere valutato considerando anche le emissioni associate alla filiera del metano e l&#8217;efficacia della cattura.<\/p>\n<p>Il nuovo indirizzo europeo dovr\u00e0 tenere conto di queste differenze, evitando che le misure di sostegno producano incertezze sulla classificazione dei prodotti o sulle condizioni necessarie per accedere agli incentivi.<\/p>\n<h2>Gli impieghi industriali e la necessit\u00e0 di creare una domanda stabile<\/h2>\n<p>La strategia europea per l&#8217;idrogeno riguarda direttamente alcuni comparti manifatturieri nei quali ridurre le emissioni attraverso la sola elettrificazione risulta particolarmente difficile.<\/p>\n<p>L&#8217;idrogeno \u00e8 gi\u00e0 impiegato nell&#8217;industria chimica, nella produzione di ammoniaca e nei processi di raffinazione. Gran parte di quello utilizzato tradizionalmente deriva per\u00f2 da combustibili fossili. Sostituirlo progressivamente con alternative a minore impatto climatico rappresenta una delle possibilit\u00e0 pi\u00f9 immediate per ridurre le emissioni associate a produzioni esistenti.<\/p>\n<p>Nella siderurgia, l&#8217;idrogeno pu\u00f2 essere utilizzato nei processi di riduzione diretta del minerale di ferro, contribuendo a sostituire il carbonio impiegato nelle tecnologie convenzionali. L&#8217;effettiva riduzione delle emissioni dipende dalla provenienza dell&#8217;idrogeno, dalla configurazione degli impianti e dall&#8217;energia utilizzata nelle successive fasi produttive.<\/p>\n<p>Altre applicazioni riguardano la produzione di combustibili sintetici destinati soprattutto ai settori nei quali l&#8217;elettrificazione diretta incontra maggiori difficolt\u00e0, come alcune attivit\u00e0 del trasporto aereo e marittimo. La produzione di questi carburanti richiede tuttavia ulteriori trasformazioni industriali, con consumi energetici aggiuntivi.<\/p>\n<p>L&#8217;impiego dell&#8217;idrogeno non presenta quindi la stessa convenienza in tutti i settori. Quando l&#8217;energia elettrica pu\u00f2 essere utilizzata direttamente con efficienza elevata, la conversione in idrogeno e il suo successivo utilizzo possono comportare perdite energetiche ed economiche difficilmente giustificabili.<\/p>\n<p>La Commissione intende concentrare l&#8217;attenzione sulle applicazioni nelle quali l&#8217;idrogeno pu\u00f2 offrire un contributo concreto alla decarbonizzazione, soprattutto nei processi industriali difficili da elettrificare.<\/p>\n<p>Rimane per\u00f2 il problema della domanda. Le imprese potenzialmente interessate devono affrontare investimenti per modificare impianti, tecnologie e sistemi di approvvigionamento. Senza garanzie sulla disponibilit\u00e0 del combustibile e sui prezzi futuri, molti operatori possono rinviare queste decisioni.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte, i produttori incontrano difficolt\u00e0 a finanziare nuovi impianti se non dispongono di contratti di acquisto sufficientemente affidabili. La crescita del mercato dipende dunque dalla capacit\u00e0 di far avanzare contemporaneamente offerta e consumi.<\/p>\n<p>La revisione della strategia europea per l&#8217;idrogeno potr\u00e0 incidere su questo equilibrio attraverso la definizione delle priorit\u00e0 industriali, il coordinamento degli strumenti di sostegno e una maggiore chiarezza sulle condizioni normative applicabili alle diverse tecnologie.<\/p>\n<h2>Trasporto, stoccaggio e collegamenti tra i distretti produttivi<\/h2>\n<p>La realizzazione degli impianti di produzione rappresenta soltanto una parte degli investimenti necessari. Per raggiungere i consumatori industriali, l&#8217;idrogeno deve essere trasportato, distribuito e, quando necessario, immagazzinato attraverso infrastrutture adeguate.<\/p>\n<p>Una possibilit\u00e0 consiste nello sviluppo di reti dedicate, soprattutto nei territori caratterizzati dalla concentrazione di grandi consumatori industriali. In alcune circostanze pu\u00f2 essere valutata anche la riconversione di infrastrutture esistenti per il gas naturale, purch\u00e9 risultino tecnicamente compatibili con le caratteristiche dell&#8217;idrogeno.<\/p>\n<p>Il riutilizzo delle condotte non \u00e8 per\u00f2 automatico. Materiali, compressori, sistemi di sicurezza e condizioni operative richiedono verifiche specifiche. Anche le esigenze di stoccaggio possono essere differenti rispetto a quelle del metano.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di infrastrutture influisce direttamente sulla localizzazione degli investimenti. Un produttore pu\u00f2 preferire un&#8217;area vicina a fonti rinnovabili abbondanti, mentre un&#8217;acciaieria o uno stabilimento chimico hanno bisogno di ricevere forniture continue e prevedibili nel proprio sito produttivo.<\/p>\n<p>La connessione tra queste esigenze richiede una pianificazione territoriale che consideri la distribuzione dei consumi, la possibilit\u00e0 di creare collegamenti transfrontalieri e le prospettive di crescita della domanda.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione europea ha gi\u00e0 adottato nel 2024 un pacchetto normativo sui mercati dell&#8217;idrogeno e dei gas decarbonizzati, finalizzato anche a creare le condizioni per lo sviluppo di infrastrutture dedicate e di un mercato regolamentato.<\/p>\n<p>Sono inoltre stati approvati importanti progetti comuni europei, tra cui Hy2Infra, che comprende interventi riguardanti elettrolizzatori, gasdotti, strutture di stoccaggio e terminali.<\/p>\n<p>La presenza di programmi infrastrutturali non elimina tuttavia il rischio di realizzare opere sottoutilizzate. ACER ha raccomandato di adeguare progressivamente lo sviluppo delle reti alla domanda effettiva, evitando investimenti eccessivamente anticipati rispetto alla maturazione del mercato.<\/p>\n<p>Questa impostazione comporta anche una riflessione sulla distribuzione dei rischi economici tra operatori delle infrastrutture, produttori, utilizzatori industriali e soggetti pubblici.<\/p>\n<h2>Regole certe e finanziamenti, le condizioni richieste dagli investitori<\/h2>\n<p>La prevedibilit\u00e0 del quadro normativo costituisce uno degli obiettivi esplicitamente indicati dalla Commissione nell&#8217;apertura della consultazione.<\/p>\n<p>Gli impianti per la produzione di idrogeno richiedono capitali consistenti e vengono progettati con orizzonti di funzionamento pluriennali. Le decisioni di investimento dipendono quindi dalle prospettive di costo dell&#8217;energia, dalle regole sulla certificazione, dagli obblighi ambientali e dalle possibilit\u00e0 di accesso ai meccanismi di sostegno.<\/p>\n<p>Una modifica delle condizioni applicabili pu\u00f2 incidere sulla redditivit\u00e0 prevista anche dopo che sono state completate le valutazioni tecniche e commerciali.<\/p>\n<p>Le regole europee sull&#8217;idrogeno rinnovabile, comprese quelle che disciplinano il rapporto tra produzione del combustibile ed elettricit\u00e0 rinnovabile utilizzata, sono particolarmente rilevanti per gli operatori. La loro applicazione richiede procedure di verifica e certificazione che devono risultare sufficientemente chiare per chi produce e per chi acquista.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento riguarda il recepimento delle direttive europee negli ordinamenti nazionali. Il rapporto ACER del dicembre 2025 segnalava ritardi nell&#8217;attuazione delle disposizioni aggiornate sulle energie rinnovabili, con conseguenze sulla certezza degli obblighi e sulle prospettive di investimento.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di finanziamenti pubblici ha gi\u00e0 favorito l&#8217;avvio di numerose iniziative, ma l&#8217;assegnazione delle risorse non coincide necessariamente con la costruzione e l&#8217;entrata in esercizio degli impianti.<\/p>\n<p>L&#8217;Agenzia europea dei regolatori ha evidenziato la necessit\u00e0 di orientare i sostegni verso progetti sufficientemente maturi, soprattutto nei settori industriali dove la sostituzione dei combustibili fossili presenta maggiori difficolt\u00e0 tecniche.<\/p>\n<p>Anche la Corte dei conti europea ha richiamato l&#8217;attenzione sulla frammentazione degli strumenti finanziari disponibili, sulle differenze tra le relative procedure e sulla necessit\u00e0 di conoscere meglio gli investimenti richiesti lungo l&#8217;intera filiera.<\/p>\n<p>La futura strategia europea per l&#8217;idrogeno dovr\u00e0 confrontarsi con queste criticit\u00e0, considerando che la disponibilit\u00e0 di fondi pubblici non pu\u00f2 compensare indefinitamente l&#8217;assenza di una domanda commerciale sostenibile.<\/p>\n<h2>La consultazione rester\u00e0 aperta fino al 23 novembre<\/h2>\n<p>La procedura avviata dalla Commissione europea coinvolge un insieme ampio di soggetti. Oltre ai produttori e agli utilizzatori di idrogeno, sono chiamati a contribuire operatori delle infrastrutture, fornitori di tecnologie, istituzioni finanziarie, autorit\u00e0 nazionali e locali, associazioni industriali, organizzazioni ambientaliste, enti di ricerca e rappresentanti dei consumatori.<\/p>\n<p>La consultazione generale consente di presentare osservazioni sull&#8217;impostazione della futura strategia, mentre il questionario settoriale raccoglie informazioni pi\u00f9 dettagliate sugli ostacoli alla produzione, alla distribuzione e all&#8217;utilizzo dell&#8217;idrogeno e dei suoi derivati.<\/p>\n<p>Per il questionario mirato, la scadenza \u00e8 fissata alle <strong>23:59 del 23 novembre 2026, ora dell&#8217;Europa centrale<\/strong>. Il modulo \u00e8 disponibile in inglese, ma le risposte possono essere presentate in qualsiasi lingua ufficiale dell&#8217;Unione europea. Le organizzazioni e le imprese partecipanti sono inoltre invitate a registrarsi nel Registro per la trasparenza dell&#8217;UE.<\/p>\n<p>I contributi raccolti serviranno alla Commissione per valutare le priorit\u00e0 industriali ed energetiche e preparare il nuovo documento.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura della consultazione non equivale all&#8217;approvazione di una strategia definitiva, n\u00e9 introduce automaticamente nuovi finanziamenti o modifiche agli obblighi delle imprese. Eventuali interventi normativi e strumenti economici aggiuntivi dovranno seguire i rispettivi percorsi decisionali.<\/p>\n<p>Tra le questioni da affrontare rientra anche il rapporto tra produzione europea e importazioni. Lo sviluppo di una capacit\u00e0 industriale interna pu\u00f2 contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti, ma richiede energia, tecnologie e investimenti competitivi. Le importazioni, dal canto loro, possono ampliare l&#8217;offerta, esponendo per\u00f2 il mercato a costi logistici e a possibili nuove dipendenze commerciali.<\/p>\n<p>La consultazione offre quindi agli operatori l&#8217;occasione di documentare problemi specifici, dai tempi autorizzativi alla disponibilit\u00e0 delle reti, dalle condizioni di finanziamento alla difficolt\u00e0 di stipulare contratti di fornitura di lungo periodo. Saranno soprattutto questi elementi a permettere di valutare quali interventi possano trasformare i progetti annunciati in capacit\u00e0 produttiva effettivamente utilizzabile dall&#8217;industria europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Commissione europea ha avviato il 26 ottobre 2026 una consultazione pubblica per definire le priorit\u00e0 della futura strategia europea per l&#8217;idrogeno, con l&#8217;obiettivo di rafforzare la produzione, sostenere gli impieghi industriali e creare condizioni pi\u00f9 favorevoli agli investimenti. 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