{"id":1875,"date":"2026-11-04T11:10:36","date_gmt":"2026-11-04T10:10:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/?p=1875"},"modified":"2026-11-04T10:05:02","modified_gmt":"2026-11-04T09:05:02","slug":"soluzioni-basate-natura-clima-congresso-parigi-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/soluzioni-basate-natura-clima-congresso-parigi-2026\/","title":{"rendered":"Soluzioni basate sulla natura contro il cambiamento climatico: a Parigi il congresso internazionale tra ricerca e territori"},"content":{"rendered":"<p>Dal 2 al 6 novembre 2026 Parigi ospita il Nature-based Solutions International Congress, cinque giornate dedicate al rapporto tra cambiamento climatico, biodiversit\u00e0 e gestione del territorio. Ricercatori, amministrazioni pubbliche, rappresentanti delle citt\u00e0, imprese e organizzazioni internazionali si confrontano su interventi che utilizzano i processi naturali per ridurre i rischi ambientali e migliorare la capacit\u00e0 di adattamento delle comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;appuntamento, promosso dal programma francese di ricerca SOLU-BIOD e da NetworkNature, riunisce due percorsi complementari: una conferenza scientifica e una settimana di incontri dedicati alle politiche pubbliche e alle esperienze operative. Il programma scientifico comprende <strong>33 sessioni tematiche<\/strong>, costruite dopo una selezione internazionale che ha raccolto oltre 110 proposte di sessione e pi\u00f9 di 500 contributi tra abstract e poster.<\/p>\n<p>Al centro dei lavori ci sono le <strong>soluzioni basate sulla natura contro il cambiamento climatico<\/strong>, considerate uno degli strumenti disponibili per affrontare ondate di calore, alluvioni, siccit\u00e0 e deterioramento degli ecosistemi. La questione principale riguarda la possibilit\u00e0 di trasformare interventi sperimentali e iniziative locali in programmi territoriali capaci di produrre benefici misurabili e duraturi.<\/p>\n<h2>Il congresso di Parigi mette a confronto scienza e amministrazioni<\/h2>\n<p>L&#8217;organizzazione del congresso coinvolge SOLU-BIOD, NetworkNature, Biodiversa+, Sorbonne University, Urban Nature Plans+ e la Citt\u00e0 di Parigi. Il programma mette in relazione discipline scientifiche differenti, dalla biologia all&#8217;ecologia, dall&#8217;idrologia alle scienze sociali, con l&#8217;esperienza delle amministrazioni chiamate a realizzare concretamente gli interventi.<\/p>\n<p>Il 2 novembre si \u00e8 aperta la NetworkNature Week con un confronto tra ricerca e politiche pubbliche dedicato al ripristino della natura. Il 3 novembre il NetworkNature Annual Event, intitolato <em>Futures with Nature<\/em>, ha affrontato le prospettive di sviluppo delle soluzioni naturali e il loro inserimento nelle strategie territoriali.<\/p>\n<p>Il 4 novembre \u00e8 la giornata del Cities Festival, organizzato da Urban Nature Plans+ insieme a NetworkNature e alla Citt\u00e0 di Parigi. L&#8217;incontro, programmato presso la Climate Academy, \u00e8 dedicato soprattutto allo scambio di esperienze tra amministrazioni locali. I laboratori affrontano la protezione degli ecosistemi urbani, la partecipazione dei cittadini e l&#8217;integrazione della natura nei processi decisionali.<\/p>\n<p>La conferenza scientifica entra nel vivo dal 4 al 6 novembre, dopo le attivit\u00e0 preparatorie del 3 novembre. Il programma comprende sessioni parallele su paesaggi agricoli, foreste, territori costieri, gestione delle acque, rinaturalizzazione urbana e valutazione degli effetti ambientali. Il 5 novembre \u00e8 previsto anche l&#8217;incontro dei gruppi di lavoro di NetworkNature.<\/p>\n<p>Un aggiornamento organizzativo pubblicato sul sito ufficiale indica il trasferimento delle attivit\u00e0 congressuali al CNIT Forest, con l&#8217;eccezione del Cities Festival e del cocktail del 5 novembre. Date e orari rimangono invariati.<\/p>\n<h2>Rinaturalizzazione urbana: dai singoli spazi verdi alla pianificazione della citt\u00e0<\/h2>\n<p>Una delle questioni pi\u00f9 concrete riguarda il modo in cui le citt\u00e0 possono affrontare temperature elevate e precipitazioni intense attraverso la trasformazione degli spazi urbani.<\/p>\n<p>La rinaturalizzazione pu\u00f2 comprendere il recupero di superfici permeabili, la creazione di aree verdi collegate tra loro, la gestione ecologica dei corsi d&#8217;acqua e la ricostituzione di habitat degradati. L&#8217;obiettivo \u00e8 ripristinare funzioni ambientali compromesse dall&#8217;impermeabilizzazione dei suoli e dall&#8217;espansione delle infrastrutture.<\/p>\n<p>Gli alberi, per esempio, possono contribuire a ridurre l&#8217;esposizione al calore attraverso l&#8217;ombreggiamento e l&#8217;evapotraspirazione. Le superfici vegetate e i terreni permeabili possono favorire l&#8217;infiltrazione dell&#8217;acqua piovana, mentre le zone umide urbane possono contribuire alla regolazione dei deflussi. L&#8217;efficacia dipende per\u00f2 dalle condizioni locali, dalla disponibilit\u00e0 idrica, dalle caratteristiche del suolo e dalla manutenzione.<\/p>\n<p>Il congresso dedica particolare attenzione alla relazione tra citt\u00e0 e territori periurbani. Una sessione scientifica del 6 novembre, organizzata con il contributo dei progetti europei <strong>CARDIMED, ARCADIA, DesirMED e NATALIE<\/strong>, esamina come le soluzioni naturali possano sostenere il ripristino degli ecosistemi e l&#8217;adattamento climatico nelle aree urbanizzate.<\/p>\n<p>Il confronto riguarda anche l&#8217;applicazione del regolamento europeo sul ripristino della natura, che richiede agli Stati membri di programmare interventi di recupero ambientale secondo obiettivi e scadenze definiti.<\/p>\n<p>Per le amministrazioni, il problema \u00e8 individuare dove intervenire e quali risultati attendersi. Un parco realizzato in un quartiere gi\u00e0 ricco di vegetazione pu\u00f2 avere un&#8217;utilit\u00e0 diversa rispetto a un intervento in una zona densamente costruita e particolarmente esposta alle temperature estive.<\/p>\n<p>La distribuzione degli spazi verdi, l&#8217;accessibilit\u00e0 e la continuit\u00e0 ecologica diventano quindi elementi della pianificazione climatica, insieme alla gestione dei costi e alla disponibilit\u00e0 delle aree.<\/p>\n<h2>Il recupero degli ecosistemi tra campagne, foreste e zone umide<\/h2>\n<p>Le <strong>soluzioni basate sulla natura contro il cambiamento climatico<\/strong> trovano applicazione anche al di fuori delle citt\u00e0, dove il recupero degli ecosistemi pu\u00f2 incidere sulla regolazione delle acque, sulla qualit\u00e0 dei suoli e sulla conservazione della biodiversit\u00e0.<\/p>\n<p>Una sessione del 4 novembre, intitolata <em>From Demonstration to Quantitative Evaluation of Nature-based Solutions in Agricultural and Forest Ecosystems<\/em>, riunisce contributi collegati ai progetti europei DRYAD, ClimaPannonia, Precilience e TRANSFORM.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 il passaggio dalla dimostrazione sperimentale alla valutazione quantitativa degli interventi negli ecosistemi agricoli e forestali. Si tratta di verificare quali cambiamenti ambientali siano effettivamente attribuibili alle misure adottate, con quali tempi e in quali condizioni territoriali.<\/p>\n<p>Il programma affronta inoltre il rapporto tra paesaggi multifunzionali, conservazione della biodiversit\u00e0 e attivit\u00e0 produttive. La gestione sostenibile dei boschi, la tutela del suolo e il ripristino degli elementi naturali del paesaggio agricolo possono contribuire alla resilienza ambientale, ma devono essere valutati rispetto agli utilizzi del territorio e agli effetti sulle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>Il 5 novembre una sessione specifica \u00e8 dedicata agli <em>sponge landscapes<\/em>, i paesaggi capaci di trattenere e assorbire l&#8217;acqua. Il principio consiste nel recuperare la capacit\u00e0 naturale del territorio di rallentare il deflusso superficiale e immagazzinare temporaneamente le precipitazioni.<\/p>\n<p>Tra gli interventi possibili rientrano il ripristino delle pianure alluvionali, la protezione delle zone umide e la gestione delle superfici agricole per limitare ruscellamento ed erosione. Queste misure possono integrare le infrastrutture idrauliche convenzionali, senza sostituire automaticamente le opere necessarie alla sicurezza delle aree pi\u00f9 esposte.<\/p>\n<p>Altre sessioni affrontano la resilienza costiera e la ricostituzione delle connessioni ecologiche tra territori urbani, periurbani e rurali. La variet\u00e0 degli ambienti esaminati evidenzia una caratteristica delle soluzioni naturali: <strong>gli interventi non sono trasferibili indistintamente da un territorio all&#8217;altro<\/strong>, perch\u00e9 dipendono dalle caratteristiche degli ecosistemi e dalle pressioni ambientali presenti.<\/p>\n<h2>Misurare i risultati: la sfida oltre i progetti pilota<\/h2>\n<p>Uno dei principali ostacoli alla diffusione delle <strong>soluzioni basate sulla natura contro il cambiamento climatico<\/strong> riguarda la valutazione dei risultati.<\/p>\n<p>Un intervento di rinaturalizzazione pu\u00f2 produrre benefici differenti, ma la sua efficacia deve essere verificata attraverso indicatori appropriati. La superficie recuperata o il numero di alberi piantati descrivono l&#8217;attivit\u00e0 realizzata, senza dimostrare necessariamente una riduzione del rischio climatico.<\/p>\n<p>Per valutare gli effetti sulla temperatura urbana, per esempio, occorre misurare le condizioni termiche prima e dopo l&#8217;intervento, considerando stagionalit\u00e0, condizioni meteorologiche e caratteristiche dell&#8217;area. Per la gestione delle precipitazioni assumono rilievo indicatori come infiltrazione, deflusso superficiale, capacit\u00e0 di ritenzione e frequenza degli allagamenti.<\/p>\n<p>La valutazione ecologica richiede invece informazioni sulla biodiversit\u00e0, sulla qualit\u00e0 degli habitat e sulla presenza delle specie. Questi parametri possono evolvere nell&#8217;arco di diversi anni, rendendo necessario un monitoraggio pi\u00f9 lungo rispetto alla durata ordinaria di molti progetti finanziati.<\/p>\n<p>La Commissione europea ha sviluppato un quadro metodologico specifico attraverso il manuale <em>Evaluating the Impact of Nature-based Solutions<\/em>, che propone indicatori e metodi di valutazione distribuiti in dodici ambiti, dalla resilienza climatica alla gestione delle acque, dalla biodiversit\u00e0 alla salute e alla coesione sociale.<\/p>\n<p>Anche lo standard internazionale dell&#8217;IUCN offre criteri per valutare la progettazione e l&#8217;efficacia degli interventi. Il suo approccio considera, accanto ai risultati ambientali, la sostenibilit\u00e0 economica, la governance, la distribuzione dei benefici e la gestione dei possibili conflitti tra obiettivi differenti.<\/p>\n<p>Il programma scientifico di Parigi riflette queste esigenze. Il 4 novembre una sessione affronta il superamento della fase pilota e le condizioni necessarie per ottenere effetti su scala pi\u00f9 ampia. Il 6 novembre \u00e8 previsto un confronto sul progetto NATURA e sulle modalit\u00e0 di valutazione delle soluzioni naturali nelle loro dimensioni sociali ed ecologiche.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 sostanziale: <strong>un progetto che dimostra risultati promettenti in un contesto sperimentale non costituisce automaticamente una prova di efficacia su larga scala<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;estensione a territori differenti richiede verifiche sulla replicabilit\u00e0, sulle risorse necessarie e sulla capacit\u00e0 delle amministrazioni di garantire continuit\u00e0 agli interventi.<\/p>\n<h2>Adattamento climatico e benefici sociali: il ruolo delle comunit\u00e0<\/h2>\n<p>La diffusione delle <strong>soluzioni basate sulla natura contro il cambiamento climatico<\/strong> dipende anche dalle decisioni politiche e dalla partecipazione delle comunit\u00e0 interessate.<\/p>\n<p>Un progetto pu\u00f2 essere efficace dal punto di vista ecologico e incontrare difficolt\u00e0 nella realizzazione se modifica gli utilizzi consolidati del territorio, richiede manutenzioni non previste oppure distribuisce vantaggi e costi in modo diseguale.<\/p>\n<p>Per questo la conferenza dedica sessioni alla giustizia socioecologica, alla governance partecipativa e al coinvolgimento dei soggetti normalmente esclusi dalle decisioni ambientali.<\/p>\n<p>Il 4 novembre \u00e8 previsto un laboratorio dedicato alle modalit\u00e0 di partecipazione collegate al quinto criterio dello standard IUCN, relativo alla governance inclusiva. Il programma comprende anche un confronto sulla valutazione dei benefici che non possiedono un prezzo di mercato facilmente identificabile, come il miglioramento della qualit\u00e0 ambientale e delle opportunit\u00e0 di fruizione degli spazi naturali.<\/p>\n<p>La dimensione sanitaria trova spazio nelle sessioni dedicate al rapporto tra biodiversit\u00e0, clima e salute. Il 6 novembre \u00e8 programmato un laboratorio sull&#8217;approccio One Health, che considera le connessioni tra salute umana, animale e ambientale.<\/p>\n<p>Si tratta di un campo di ricerca che richiede particolare cautela. La presenza di vegetazione urbana pu\u00f2 favorire attivit\u00e0 fisica, benessere psicologico e riduzione dell&#8217;esposizione al calore, ma gli effetti sanitari dipendono dalla qualit\u00e0 degli interventi, dall&#8217;accessibilit\u00e0 e dalle condizioni delle persone coinvolte.<\/p>\n<p>Le valutazioni devono considerare anche possibili conseguenze indesiderate, comprese le esigenze di manutenzione, la sicurezza e la compatibilit\u00e0 delle specie vegetali con l&#8217;ambiente urbano.<\/p>\n<h2>Dalla sperimentazione alla gestione permanente del territorio<\/h2>\n<p>La continuit\u00e0 amministrativa rappresenta un passaggio decisivo per trasformare le <strong>soluzioni basate sulla natura contro il cambiamento climatico<\/strong> in strumenti ordinari di pianificazione.<\/p>\n<p>La realizzazione di un intervento costituisce infatti soltanto una parte del processo. Alberature, zone umide, corridoi ecologici e superfici rinaturalizzate richiedono controlli, manutenzione e adattamenti nel tempo, soprattutto quando cambiano le condizioni climatiche.<\/p>\n<p>Il 6 novembre il congresso dedica una sessione alla gestione di lungo periodo delle soluzioni naturali nelle trasformazioni urbane. Un altro confronto affronta il ruolo delle amministrazioni nel facilitare interventi di adattamento nelle aree periurbane, dove propriet\u00e0, competenze istituzionali e destinazioni d&#8217;uso possono rendere pi\u00f9 complessa la realizzazione dei progetti.<\/p>\n<p>Gli strumenti digitali costituiscono un ulteriore ambito di lavoro. Nel programma del 4 novembre compare una sessione dedicata alla loro integrazione nella progettazione e diffusione delle soluzioni naturali. Sistemi informativi geografici, osservazioni satellitari e modelli ambientali possono contribuire alla selezione delle aree e al monitoraggio, purch\u00e9 siano alimentati da dati adeguati e verificati sul territorio.<\/p>\n<p>Il collegamento tra ricerca e amministrazioni \u00e8 particolarmente rilevante per gli enti locali che dispongono di risorse tecniche limitate. L&#8217;utilizzo di metodologie condivise pu\u00f2 rendere confrontabili le esperienze, individuare gli interventi meno efficaci e migliorare la programmazione degli investimenti.<\/p>\n<p>Resta inoltre necessario distinguere adattamento e mitigazione climatica. Il recupero degli ecosistemi pu\u00f2 contribuire all&#8217;assorbimento del carbonio e alla protezione dei serbatoi naturali esistenti, ma non elimina la necessit\u00e0 di ridurre le emissioni di gas serra. Le misure di adattamento servono invece a contenere gli effetti dei cambiamenti climatici gi\u00e0 in corso o attesi.<\/p>\n<p>Per le citt\u00e0 e i territori coinvolti nei programmi europei, il confronto di Parigi offre soprattutto un&#8217;occasione per definire metodi comuni di valutazione. La disponibilit\u00e0 di dati confrontabili, la verifica dei risultati nel tempo e l&#8217;individuazione delle responsabilit\u00e0 di gestione saranno determinanti per stabilire quali interventi meritino di essere estesi e quali richiedano ulteriori sperimentazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2 al 6 novembre 2026 Parigi ospita il Nature-based Solutions International Congress, cinque giornate dedicate al rapporto tra cambiamento climatico, biodiversit\u00e0 e gestione del territorio. Ricercatori, amministrazioni pubbliche, rappresentanti delle citt\u00e0, imprese e organizzazioni internazionali si confrontano su interventi che utilizzano i processi naturali per ridurre i rischi ambientali e migliorare la capacit\u00e0 di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1876,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true},"categories":[42],"tags":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2026\/11\/soluzioni-basate-natura-clima-congresso-parigi-2026.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1875"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1875"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1875\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1877,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1875\/revisions\/1877"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.energ-etico.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}