Condizionamento e riscaldamento

Stress Termico: che cos’è e come evitarlo

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Lo stress termico si verifica quando il sistema di termoregolazione di una persona fallisce, sia che si tratti di un ambiente particolarmente caldo, che particolarmente freddo. Infatti, coloro che lavorano in ambienti dal microclima non ottimale, a lungo andare, possono riscontrare serie conseguenze sulla propria salute.

Il sistema di termoregolazione è la capacità dell’organismo di mantenere costante la temperatura del corpo: in condizioni estreme, ossia in ambienti troppo freddi o troppo caldi, non riesce più a funzionare bene e l’organismo si ritrova in uno stato di stress termico.

Nel caso di eccessivo calore, ad esempio, il battito cardiaco accelera, non si riesce a disperdere abbastanza calore, l’evaporazione del sudore non è sufficiente a causa del vestiario non conforme, si è disattenti, deconcentrati e con riflessi lenti. Il risultato è non solo il rischio di avere malori e incorrere in incidenti sul lavoro, ma anche quello di mettere a repentaglio la produttività dell’azienda per la quale si lavora.

Lo stress termico si verifica quando ad esempio si svolgono attività lavorative nelle ore più calde della giornata e sotto il sole, oppure in capannoni che si surriscaldano per colpa dei macchinari. Se i ritmi di lavoro sono poi altissimi, l’abbigliamento è inadatto e non vi sono nemmeno abbastanza pause ristorative, anche solo per idratarsi in maniera adeguata, si verifica il tanto temuto shock termico.

In queste condizioni rischiano tutti, ma i soggetti più fragili sono le donne in stato di gravidanza, gli over 65, chi soffre di determinate patologie (diabete e malattie neurologiche), le persone obese, chi assume determinati farmaci e abusa di alcol.

Microclima sul luogo di lavoro e benessere termico

Il D.Lgs. 81/08 stabilisce che il datore di lavoro deve rendere ottimale il microclima dell’ambiente dove i lavoratori svolgono le proprie mansioni: ciò significa che deve fornire adeguato vestiario protettivo, deve mettere a disposizione di ciascun lavoratore più pause di recupero e organizzare una turnazione tale da distribuire il lavoro tra più persone, soprattutto se le previsioni metereologiche prevedono situazione di freddo o caldo estremo. Così facendo, si garantirà un microclima ottimale sul luogo di lavoro, assicurando di conseguenza il benessere termico dei soggetti coinvolti, che si ritroveranno a non avere né caldo né freddo.

 Il benessere termico dipende anche e soprattutto dal microclima, cioè dalla eventuale presenza di umidità nell’aria, dalle temperature dell’aria stessa, delle superfici di lavoro e infine dalla presenza di quelle correnti d’aria che garantiscono una maggiore dispersione di calore.

Raffrescatori Evaporativi: una soluzione per le realtà industriali

In condizioni climatiche particolarmente calde e torride, per rendere più sopportabile il lavoro nelle industrie si consiglia l’installazione di raffrescatori evaporativi, alternativa efficiente, economica e green a condizionatori e ventilatori.

Sono sistemi di condizionamento dal funzionamento semplice, che riescono a raffreddare l’aria attraverso la sola evaporazione dell’acqua: all’interno di questa tecnologia si trova infatti una ventola che, aspirando l’aria più calda, la trasmette verso un pannello mantenuto bagnato grazie a una tanica che viene caricata di acqua o di ghiaccio. In poche parole, l’acqua passa allo stato gassoso e l’aria calda aspirata fuoriesce molto più fresca: il tutto avviene senza l’uso di gas refrigeranti e agenti inquinanti.

Il raffrescatore evaporativo industriale è un prodotto ecologico che non inquina, è facile da installare, non richiede particolari manutenzioni, ma soprattutto consente una riduzione dei costi: necessitando una quantità moderata di energia elettrica, riduce dell’80% i costi di consumo rispetto ai tradizionali ventilatori. Raffredda l’aria e la rende salubre, immettendola nell’ambiente di lavoro più pulita, migliorando così il microclima e il benessere termico dei lavoratori.

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