indice
Oltre 70 esperti del settore elettrico si sono riuniti a Parigi per esaminare le criticità che potrebbero compromettere l’affidabilità delle reti nei prossimi anni. L’incontro dell’Electricity Security Advisory Board dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), illustrato in un comunicato del 19 ottobre 2026, ha concentrato l’attenzione su quattro questioni: infrastrutture di rete, sistemi di accumulo, adeguatezza delle risorse disponibili e sostenibilità economica delle forniture.
Alla riunione hanno partecipato rappresentanti dell’industria, delle società elettriche, delle autorità pubbliche, degli organismi di regolazione e del mondo accademico. Il confronto è stato organizzato dalla divisione Electricity Systems and Markets dell’IEA, con un intervento iniziale di Shinichi Kihara, direttore dell’Agenzia per i mercati e la sicurezza energetica.
Il tema della sicurezza reti elettriche IEA riguarda una difficoltà sempre più evidente nei sistemi energetici: la crescita della produzione e dei consumi elettrici richiede infrastrutture capaci di gestire flussi variabili, nuovi collegamenti e una maggiore complessità operativa. Aumentare la capacità degli impianti di generazione, da solo, non garantisce che l’energia possa raggiungere gli utilizzatori nei momenti in cui serve.
La riunione ha avuto carattere tecnico e consultivo. Non sono stati annunciati nuovi obblighi per gli operatori né modifiche normative immediatamente applicabili. Le valutazioni raccolte contribuiranno invece alle future analisi dell’IEA, compreso il rapporto Electricity 2027.
Reti elettriche sotto pressione, gli investimenti devono anticipare la domanda
Uno dei problemi affrontati dall’Advisory Board riguarda il disallineamento tra i tempi necessari per costruire nuove infrastrutture elettriche e quelli richiesti per realizzare impianti di produzione o grandi centri di consumo.
Il rapporto Electricity 2026 dell’IEA evidenzia che, a livello mondiale, progetti per oltre 2.500 gigawatt tra generazione rinnovabile, sistemi di accumulo e nuove utenze di grande dimensione risultano bloccati nelle code di connessione alle reti. Si tratta della potenza associata a progetti in attesa di collegamento, non di capacità produttiva già disponibile.
Secondo le valutazioni dell’Agenzia, gli investimenti annuali nelle reti dovranno aumentare di circa il 50% entro il 2030 rispetto al livello di riferimento di 400 miliardi di dollari. Il problema riguarda anche i tempi autorizzativi e realizzativi: nuove infrastrutture possono richiedere da cinque a quindici anni, mentre un parco fotovoltaico o eolico può essere sviluppato in un periodo sensibilmente inferiore.
La discussione sulla sicurezza reti elettriche IEA ha quindi considerato come utilizzare meglio la capacità esistente, senza attendere esclusivamente la costruzione di nuovi elettrodotti.
Tra le soluzioni esaminate rientrano una maggiore visibilità delle condizioni operative della rete, criteri aggiornati per calcolarne la capacità disponibile e formule di connessione flessibile. Queste ultime possono consentire l’accesso di nuovi impianti accettando, entro condizioni definite, limitazioni temporanee all’immissione o al prelievo di energia.
L’IEA valuta inoltre il contributo di tecnologie capaci di aumentare la capacità utilizzabile delle infrastrutture già realizzate. Sensori, sistemi avanzati di gestione dei flussi e interventi sui conduttori possono migliorare l’impiego delle linee esistenti. Nel rapporto Electricity 2026, l’Agenzia stima che determinate soluzioni tecnologiche potrebbero rendere disponibile capacità sufficiente a collegare tra 450 e 700 gigawatt di progetti già in fase avanzata nelle code di connessione, a parità delle altre condizioni considerate.
Si tratta di una stima di potenziale tecnico, non di nuova capacità effettivamente attivata. I benefici dipendono dalle caratteristiche locali della rete, dai vincoli operativi e dagli interventi necessari.
Accumuli energetici, il loro ruolo va oltre la gestione delle rinnovabili
I sistemi di accumulo hanno occupato una parte significativa dell’incontro parigino. Le batterie e le altre tecnologie di stoccaggio possono assorbire elettricità quando la produzione supera il consumo e restituirla successivamente, contribuendo a mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta.
La loro utilità non si limita a compensare la variabilità degli impianti fotovoltaici ed eolici. Gli accumuli possono fornire servizi di regolazione della frequenza, contribuire alla stabilità del sistema e ridurre temporaneamente le congestioni in determinate sezioni della rete.
La questione è particolarmente rilevante per la sicurezza reti elettriche IEA, perché l’efficacia degli accumuli dipende dal modo in cui vengono dimensionati, localizzati e gestiti.
Un impianto con elevata potenza di scarica ma capacità energetica limitata può risultare utile per rispondere rapidamente a uno squilibrio, senza essere necessariamente adatto a sostenere la domanda per molte ore. Per valutare il contributo alla sicurezza delle forniture occorre dunque distinguere la potenza, espressa in megawatt, dall’energia immagazzinabile, misurata in megawattora, e considerare la durata effettiva dell’erogazione.
Il mercato sta crescendo rapidamente. Secondo il Global Energy Review 2026 dell’IEA, nel 2025 sono stati installati nel mondo 108 gigawatt di nuova capacità di accumulo a batterie, il 40% in più rispetto al 2024. Circa l’80% delle nuove installazioni ha riguardato impianti su scala industriale, mentre la parte restante è stata collocata presso utenze commerciali e residenziali.
La maggior parte dei progetti presenta ancora durate di accumulo attorno alle due ore, sebbene stiano aumentando le installazioni capaci di erogare energia per quattro ore o più.
L’Advisory Board ha discusso anche dei meccanismi economici necessari a sostenere questi investimenti. Un sistema di accumulo può ottenere ricavi da servizi differenti, ma le regole di mercato devono consentire una remunerazione coerente con il valore effettivamente fornito alla rete.
L’IEA ha esaminato approcci aperti a diverse tecnologie, evitando di concentrare la pianificazione su un’unica soluzione. Batterie, impianti idroelettrici con pompaggio e altre forme di accumulo presentano caratteristiche operative differenti e possono rispondere a esigenze distinte.
Adeguatezza delle risorse e flessibilità non sono la stessa cosa
Un altro punto centrale della discussione riguarda la capacità del sistema elettrico di soddisfare la domanda anche nelle condizioni più difficili.
L’adeguatezza delle risorse consiste nella disponibilità di una quantità sufficiente di produzione, accumuli, importazioni e risorse di gestione della domanda per coprire i consumi previsti, tenendo conto di guasti, indisponibilità degli impianti e situazioni meteorologiche sfavorevoli.
La flessibilità riguarda invece la possibilità di modificare rapidamente produzione o consumo in risposta alle variazioni delle condizioni operative.
La distinzione è essenziale. Un sistema può disporre di una capacità produttiva complessivamente adeguata, ma incontrare difficoltà nel seguire rapide oscillazioni della domanda. Al contrario, può possedere risorse particolarmente flessibili senza avere energia sufficiente per affrontare periodi prolungati di scarsità.
Nel confronto sulla sicurezza reti elettriche IEA sono stati affrontati i meccanismi per favorire investimenti tempestivi nelle risorse necessarie, gli strumenti di copertura dei rischi di mercato e l’evoluzione degli standard di affidabilità.
I cosiddetti meccanismi di capacità, adottati con modalità differenti nei diversi mercati elettrici, possono remunerare la disponibilità di risorse necessarie alla sicurezza del sistema, anche indipendentemente dall’energia effettivamente prodotta. La loro progettazione richiede però una valutazione accurata dei costi, per evitare di finanziare capacità eccedente rispetto al fabbisogno.
L’analisi deve considerare anche la crescita di nuovi consumi elettrici. I centri dati, la mobilità elettrica, le pompe di calore e l’elettrificazione industriale possono modificare sia la quantità di energia richiesta sia la distribuzione geografica e temporale della domanda.
Il rapporto IEA Key Questions on Energy and AI, pubblicato nell’aprile 2026, prevede nello scenario centrale che il consumo elettrico mondiale dei data center passi da circa 485 terawattora nel 2025 a 950 terawattora nel 2030. È una previsione soggetta a incertezza, ma evidenzia la necessità di coordinare i nuovi grandi carichi con la disponibilità delle infrastrutture.
Affidabilità e accessibilità economica, il problema dei costi per famiglie e imprese
Le infrastrutture necessarie per rendere più sicuro il sistema elettrico richiedono capitali considerevoli, che devono essere recuperati attraverso meccanismi di remunerazione e tariffe.
L’Advisory Board ha affrontato questo problema considerando la ripartizione equa dei costi, la tutela delle famiglie vulnerabili e la trasparenza delle tariffe applicate ai consumatori.
Il rapporto tra investimenti e accessibilità economica presenta conseguenze concrete. Una rete più robusta può ridurre interruzioni e congestioni, ma gli interventi infrastrutturali incidono sui costi del sistema. Se il loro finanziamento viene trasferito sulle bollette senza criteri adeguati, può aumentare la pressione economica sulle utenze domestiche e sulle imprese.
Per la sicurezza reti elettriche IEA, l’accessibilità delle forniture rappresenta quindi una componente della pianificazione energetica, da valutare insieme all’affidabilità tecnica.
Le decisioni devono tenere conto della distribuzione dei benefici. Un collegamento costruito per servire nuove grandi utenze può produrre effetti positivi sull’intera rete, ma la ripartizione dei relativi oneri richiede regole capaci di distinguere i costi generali da quelli direttamente riconducibili ai nuovi utilizzatori.
Un’ulteriore questione riguarda il segnale economico trasmesso dalle tariffe. Prezzi che riflettono almeno in parte le condizioni del sistema possono incentivare lo spostamento dei consumi verso le ore meno congestionate. Perché questi strumenti funzionino, devono però essere comprensibili e compatibili con la possibilità effettiva delle famiglie e delle imprese di modificare i propri comportamenti.
Minacce fisiche, eventi estremi e continuità del servizio elettrico
La sicurezza delle reti comprende anche la capacità di resistere a incidenti, eventi climatici e danneggiamenti delle infrastrutture.
Nel rapporto Electricity 2026, l’IEA richiama diversi episodi del 2025 che hanno mostrato la vulnerabilità dei sistemi elettrici, tra cui interruzioni su larga scala in Cile, nella Penisola Iberica e in Messico.
L’Agenzia segnala inoltre i rischi derivanti dall’invecchiamento degli impianti, dalle minacce informatiche e dagli eventi meteorologici estremi. La protezione fisica delle infrastrutture critiche e l’impiego di sistemi avanzati di monitoraggio sono indicati come elementi necessari per migliorare la capacità di prevenire e individuare tempestivamente i problemi.
Occorre tuttavia distinguere l’adeguatezza delle risorse dalla resilienza. La prima riguarda la capacità di soddisfare la domanda in condizioni operative anche difficili; la seconda comprende la possibilità di resistere a perturbazioni gravi, limitarne le conseguenze e ripristinare il servizio.
La riunione dell’Electricity Security Advisory Board si colloca all’interno di un’attività di analisi più ampia. L’organismo affianca l’Electricity Security Task Force, istituita dall’IEA nel 2024, coinvolgendo una platea più estesa di interlocutori.
Le indicazioni emerse a Parigi confluiranno nei lavori preparatori di Electricity 2027, nelle attività del Ministerial Advisory Panel on Electricity Affordability e nelle successive analisi dedicate alle reti e alla sicurezza elettrica. L’incontro del 19 ottobre costituisce pertanto un passaggio di approfondimento tecnico e di orientamento delle future ricerche, senza introdurre nuovi requisiti vincolanti per gestori, produttori o consumatori.
