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Energie rinnovabili nel Sud-Est asiatico, il forum IRENA di Singapore punta su investimenti e reti elettriche tra Paesi

Impianti fotovoltaici e linee di trasmissione in un territorio tropicale
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Il Sud-Est asiatico avrà bisogno di circa 27 miliardi di dollari entro il 2040 per realizzare le interconnessioni elettriche transfrontaliere previste dall’ASEAN Power Grid. La stima dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) indica la dimensione di una delle principali sfide affrontate il 27 ottobre 2026 a Singapore, durante il forum di alto livello organizzato dall’International Renewable Energy Agency (IRENA) e dall’Energy Market Authority (EMA) di Singapore.

L’incontro, intitolato Connecting Investments for an Interconnected Energy Future, ha riunito rappresentanti istituzionali, operatori energetici e soggetti finanziari per discutere come accelerare la realizzazione degli impianti rinnovabili e delle infrastrutture necessarie a distribuire l’elettricità nella regione. Al centro del confronto, la disponibilità di capitale privato, la gestione dei rischi degli investimenti e le condizioni regolatorie per consentire lo scambio di energia tra sistemi nazionali differenti.

La questione riguarda direttamente gli investimenti energie rinnovabili Sud-Est asiatico, un mercato nel quale la crescita della domanda elettrica richiede nuovi impianti di produzione, reti più robuste e accordi commerciali capaci di sostenere progetti infrastrutturali di lunga durata.

Secondo il rapporto IEA Financing the ASEAN Power Grid, pubblicato nel marzo 2026, dal 2025 al 2040 serviranno complessivamente oltre 300 miliardi di dollari per ampliare e modernizzare le reti elettriche dei Paesi ASEAN. I 27 miliardi destinati alle interconnessioni internazionali rappresentano una parte di questo fabbisogno, distinta dagli investimenti necessari per le infrastrutture nazionali.

APRESA, il programma IRENA per accelerare la transizione energetica

Uno degli elementi centrali del forum è stato APRESA, acronimo di Accelerated Partnership for Renewables in Southeast Asia, iniziativa presentata nel 2025 durante la Singapore International Energy Week.

Il programma punta a rafforzare la collaborazione tra governi, organizzazioni internazionali, sviluppatori di progetti e istituzioni finanziarie per favorire la diffusione delle energie rinnovabili. Tra le priorità figurano il miglioramento delle condizioni per gli investimenti, lo sviluppo delle infrastrutture elettriche e l’integrazione dei mercati energetici regionali.

APRESA interviene su un problema concreto: la disponibilità di risorse solari, eoliche e idroelettriche non garantisce automaticamente che i relativi progetti possano essere realizzati. Servono autorizzazioni, infrastrutture, contratti di vendita dell’energia e condizioni finanziarie sostenibili.

Il direttore generale di IRENA, Francesco La Camera, intervenuto al forum, ha richiamato la necessità di coordinare l’espansione delle fonti rinnovabili con gli investimenti nelle reti interconnesse, negli accumuli e nelle tecnologie che rendono più flessibile il sistema elettrico.

L’iniziativa APRESA si affianca agli strumenti di cooperazione già sviluppati dall’ASEAN, senza sostituirli. Il suo contributo riguarda soprattutto il coordinamento internazionale, la preparazione dei progetti e la creazione di condizioni favorevoli al finanziamento.

Il forum del 27 ottobre ha rappresentato un’occasione di confronto su questi obiettivi. Le informazioni ufficiali disponibili documentano le priorità discusse, ma non identificano nuovi finanziamenti vincolanti firmati durante l’evento. È quindi necessario distinguere le prospettive di investimento dalle risorse effettivamente assegnate a specifici progetti.

Il capitale privato e il problema dei progetti finanziabili

Il maggiore ostacolo agli investimenti non dipende esclusivamente dalla quantità di denaro disponibile. Un impianto rinnovabile o una linea elettrica internazionale possono attirare interesse finanziario senza arrivare alla costruzione, soprattutto quando rimangono incertezze sui ricavi futuri, sui permessi o sulla ripartizione dei rischi.

Il forum ha dedicato una sessione specifica al passaggio dalla progettazione alla chiusura finanziaria, il momento nel quale vengono definiti gli accordi necessari a sostenere economicamente la realizzazione dell’infrastruttura.

Per gli investimenti energie rinnovabili Sud-Est asiatico, questa fase è particolarmente delicata. I progetti possono coinvolgere più governi, società elettriche e autorità di regolazione, ciascuno con regole e interessi differenti.

Il rapporto Southeast Asia Energy Outlook 2026 dell’IEA evidenzia che in buona parte della regione il costo del capitale può essere circa il doppio rispetto a quello delle economie avanzate e della Cina. Una differenza che incide sulla convenienza economica degli impianti rinnovabili, delle reti e delle tecnologie di accumulo, caratterizzati da investimenti iniziali consistenti.

Un costo del finanziamento più elevato può tradursi in maggiori oneri per l’energia prodotta oppure rendere difficile raggiungere la redditività richiesta dagli investitori.

Le soluzioni discusse a Singapore comprendono strumenti per ridurre i rischi, forme di collaborazione tra settore pubblico e privato e strutture finanziarie capaci di offrire maggiore prevedibilità ai ricavi.

Un ruolo importante può essere svolto dalle banche multilaterali di sviluppo, attraverso prestiti, garanzie e assistenza tecnica. Questi interventi possono contribuire a rendere finanziabili progetti che il mercato privato, da solo, giudicherebbe eccessivamente rischiosi.

Ridurre il rischio, tuttavia, non significa eliminarlo. Le garanzie e gli strumenti di finanziamento misto richiedono una valutazione di chi sostiene eventuali perdite, di come vengono distribuiti i benefici e delle condizioni che rendono economicamente sostenibile l’intervento pubblico.

ASEAN Power Grid, perché servono collegamenti tra i sistemi elettrici

Il progetto ASEAN Power Grid rappresenta il principale riferimento infrastrutturale per l’integrazione elettrica regionale. L’obiettivo è sviluppare una rete di collegamenti che permetta di trasferire energia tra Paesi con caratteristiche produttive e fabbisogni differenti.

L’integrazione è particolarmente rilevante per le fonti rinnovabili. L’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici ed eolici varia in funzione delle condizioni meteorologiche, mentre la domanda dipende dagli orari, dalle attività industriali e dai consumi domestici.

Una rete più estesa può consentire di utilizzare la produzione disponibile in un Paese per soddisfare parte della domanda di un altro, riducendo in determinate condizioni la necessità di ricorrere a impianti più costosi o maggiormente emissivi.

Questi benefici dipendono però dalla capacità effettiva delle linee, dalla gestione dei flussi e dalle regole commerciali adottate. Le interconnessioni non eliminano automaticamente la variabilità delle rinnovabili e devono essere accompagnate da accumuli, sistemi di controllo e risorse in grado di bilanciare produzione e consumo.

L’IEA stima che il consumo elettrico dei Paesi ASEAN sia aumentato di nove volte dal 1990 e possa continuare a crescere a un ritmo annuo compreso tra il 3% e il 4% fino al 2040.

La necessità di nuove infrastrutture deriva quindi dalla combinazione tra espansione economica, aumento della domanda e progressiva trasformazione del sistema di generazione.

Il divario tra gli investimenti storici e quelli previsti è considerevole. Secondo l’IEA, dagli anni Settanta al 2024 sono stati investiti complessivamente circa 2 miliardi di dollari negli interconnettori elettrici tra Paesi della regione. Per realizzare i collegamenti programmati fino al 2040 ne occorrerebbero circa 27 miliardi.

L’accelerazione richiesta agli investimenti energie rinnovabili Sud-Est asiatico interessa pertanto infrastrutture che devono essere progettate e gestite su scala internazionale, con livelli di complessità superiori a quelli di molti collegamenti elettrici nazionali.

Le regole per vendere elettricità oltre confine

La costruzione di una linea elettrica tra due Paesi non basta a creare un mercato regionale funzionante. Occorre stabilire chi può utilizzare la capacità disponibile, come vengono calcolate le tariffe di trasmissione, quali soggetti rispondono delle interruzioni e come vengono gestiti gli scambi commerciali.

Il ministro di Singapore Tan See Leng, nel suo intervento del 27 ottobre, ha richiamato tre priorità: regole prevedibili per gli scambi internazionali, avanzamento dei progetti transfrontalieri e utilizzo dell’energia rinnovabile per sostenere lo sviluppo industriale.

Tra gli strumenti richiamati figurano il memorandum rafforzato sull’ASEAN Power Grid e il quadro di cooperazione per lo sviluppo dei cavi elettrici sottomarini.

Particolare attenzione riguarda anche i meccanismi di wheeling, cioè le condizioni economiche e operative per trasportare elettricità attraverso reti appartenenti a sistemi differenti.

Se l’energia prodotta in un Paese deve attraversarne un secondo prima di raggiungere il consumatore finale, le regole di utilizzo della rete diventano determinanti per definire costi, responsabilità e fattibilità dell’operazione.

Il problema emerge anche nella valutazione finanziaria dei progetti. Gli investitori hanno bisogno di conoscere la durata dei contratti, il sistema di remunerazione e le condizioni nelle quali i ricavi possono cambiare.

L’IEA osserva che molti collegamenti transfrontalieri nel Sud-Est asiatico sono stati sviluppati attraverso accordi bilaterali specifici e finanziati principalmente dalle società elettriche pubbliche. Questo modello presenta limiti quando i progetti diventano più estesi e coinvolgono numerosi soggetti.

Per attirare nuovi capitali sono quindi necessarie condizioni commerciali più trasparenti e prevedibili, accompagnate da una ripartizione dei rischi comprensibile per tutti i partecipanti.

Da Laos a Singapore, le esperienze di scambio elettrico regionale

Un esempio già operativo di cooperazione è il progetto Lao PDR-Thailand-Malaysia-Singapore Power Integration Project, conosciuto come LTMS-PIP.

Il meccanismo consente il trasferimento di energia elettrica dal Laos verso Singapore attraverso Thailandia e Malaysia, dimostrando la possibilità tecnica e commerciale di organizzare scambi che coinvolgono più sistemi nazionali.

L’iniziativa è stata richiamata anche durante il forum come esperienza utile per lo sviluppo dell’ASEAN Power Grid.

Non rappresenta però un mercato elettrico regionale completamente integrato. Gli scambi continuano a dipendere da accordi definiti tra i partecipanti, mentre l’estensione a nuovi collegamenti richiede ulteriori investimenti e coordinamento.

Un’altra iniziativa significativa è arrivata il 26 ottobre 2026, alla vigilia del forum. L’Energy Market Authority di Singapore ha concesso a Sembcorp Utilities un’approvazione condizionata per importare fino a 1,3 gigawatt di elettricità a basse emissioni attraverso la Malaysia peninsulare.

Il progetto coinvolge un consorzio composto da Petronas, Tenaga Nasional Berhad e Petrovietnam Technical Services Corporation, con l’obiettivo di integrare risorse energetiche regionali e nazionali, comprese l’energia eolica offshore vietnamita e quella solare malese.

L’avvio delle importazioni è previsto come obiettivo entro il 2035, ma l’autorizzazione non equivale alla realizzazione definitiva dell’infrastruttura.

Nei prossimi anni dovranno essere ottenuti ulteriori permessi, definiti i contratti di acquisto dell’elettricità e reperite le risorse finanziarie necessarie.

Questa distinzione è essenziale per valutare lo stato degli investimenti energie rinnovabili Sud-Est asiatico: un progetto autorizzato in via condizionata costituisce un avanzamento amministrativo, mentre la chiusura finanziaria e l’avvio dei lavori rappresentano passaggi successivi.

Singapore aveva già concesso nell’agosto 2026 altre due approvazioni condizionate per complessivi 900 megawatt di importazioni dalla Malaysia peninsulare, con progetti basati su impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo nel Johor.

Anche in quel caso rimangono necessari ulteriori adempimenti prima della piena operatività commerciale.

Cavi sottomarini, costi industriali e rischi di realizzazione

La conformazione geografica del Sud-Est asiatico introduce difficoltà specifiche nella costruzione delle reti elettriche. Collegare sistemi distribuiti su penisole, grandi isole e arcipelaghi richiede infrastrutture complesse, comprese linee sottomarine ad alta tensione.

Le interconnessioni di questo tipo possono attraversare acque territoriali di Paesi differenti, richiedendo autorizzazioni coordinate, studi ambientali, valutazioni tecniche e accordi sulla gestione dell’infrastruttura.

Secondo l’IEA, alcuni collegamenti previsti dall’ASEAN Power Grid presentano dimensioni e complessità tali da mettere sotto pressione i modelli finanziari tradizionali.

Ai rischi normativi e commerciali si aggiungono quelli industriali. La disponibilità di cavi, trasformatori e navi specializzate nella posa delle linee sottomarine può incidere sui tempi e sui costi dei lavori.

Nel rapporto dedicato al finanziamento dell’ASEAN Power Grid, l’IEA rileva che i prezzi di trasformatori e cavi sono quasi raddoppiati rispetto al 2018, mentre diversi segmenti delle relative filiere produttive lavorano con capacità fortemente impegnate.

Un ritardo nella consegna dei componenti può avere conseguenze economiche rilevanti per progetti finanziati attraverso prestiti a lungo termine, soprattutto se comporta il rinvio dell’entrata in esercizio e dei ricavi attesi.

Da qui l’attenzione del forum IRENA anche allo sviluppo delle filiere industriali regionali.

La produzione locale di componenti e il rafforzamento delle competenze tecniche possono contribuire a sostenere l’industria e l’occupazione, ma richiedono a loro volta investimenti, organizzazione della produzione e accesso a tecnologie specializzate.

Il legame tra infrastrutture energetiche e sviluppo industriale riguarda inoltre le imprese che intendono utilizzare elettricità a minore intensità di carbonio per i propri processi produttivi.

Per queste attività contano la continuità delle forniture, il costo dell’energia e la possibilità di documentarne le caratteristiche ambientali attraverso sistemi di certificazione riconosciuti.

Finanziamenti pubblici e privati, il passaggio dai programmi ai cantieri

Un’iniziativa distinta da APRESA, ma complementare rispetto agli obiettivi di integrazione regionale, è l’ASEAN Power Grid Financing Initiative, avviata nell’ottobre 2025 con il coinvolgimento della Banca asiatica di sviluppo, del gruppo Banca mondiale, dell’ASEAN e dell’ASEAN Centre for Energy.

Il programma è destinato a sostenere la preparazione e il finanziamento delle infrastrutture necessarie alla rete regionale.

L’intervento delle istituzioni multilaterali assume particolare rilevanza nelle fasi iniziali, quando occorre predisporre studi di fattibilità, definire il quadro contrattuale e individuare gli strumenti per distribuire i rischi tra investitori pubblici e privati.

Un’infrastruttura può produrre benefici economici per più Paesi senza generare necessariamente ricavi sufficienti a remunerare tutti i soggetti che la finanziano. È una delle ragioni per cui i collegamenti regionali richiedono spesso meccanismi di coordinamento diversi da quelli utilizzati per singoli impianti di generazione.

Per gli investimenti energie rinnovabili Sud-Est asiatico, la disponibilità di capitale privato dipenderà anche dalla capacità delle autorità di trasformare i programmi di cooperazione in progetti con contratti, autorizzazioni e sistemi tariffari definiti.

Le discussioni del forum Singapore-IRENA hanno individuato proprio in questi elementi le condizioni per favorire nuovi investimenti.

La differenza tra l’ambizione regionale e l’effettiva realizzazione delle infrastrutture rimane misurabile attraverso l’avanzamento dei singoli progetti: ottenimento delle autorizzazioni definitive, sottoscrizione dei contratti di vendita, completamento della struttura finanziaria e apertura dei cantieri.

Nel caso dell’importazione da 1,3 gigawatt autorizzata condizionatamente a Sembcorp Utilities il 26 ottobre, questi passaggi dovranno ancora essere completati prima dell’avvio delle forniture previsto entro il 2035. È uno dei progetti attraverso i quali sarà possibile verificare concretamente la capacità della cooperazione regionale di tradursi in nuovi collegamenti elettrici.