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Ristrutturare un’abitazione non significa necessariamente affrontare interventi invasivi, demolizioni e lavori che si protraggono per settimane. Oggi esistono diverse soluzioni che permettono di rinnovare gli ambienti intervenendo in maniera più semplice sulle superfici esistenti.
Il pavimento è uno degli elementi che maggiormente contribuiscono a cambiare l’aspetto di una casa. Allo stesso tempo, la sua sostituzione può diventare uno degli interventi più impegnativi se richiede la rimozione della vecchia pavimentazione.
Una possibile alternativa è rappresentata dalla posa flottante, che in determinate condizioni consente di installare il nuovo rivestimento sopra quello esistente.
Cosa significa posa flottante?
A differenza di una pavimentazione tradizionale incollata al sottofondo, un pavimento flottante viene posato senza fissare direttamente le doghe alla superficie sottostante.
Gli elementi vengono collegati tra loro, generalmente attraverso appositi sistemi di incastro, creando una superficie continua.
Questa caratteristica rende la posa flottante particolarmente interessante nelle ristrutturazioni, perché può permettere di intervenire su una pavimentazione già presente senza necessariamente demolirla.
Naturalmente, non è sempre possibile procedere in questo modo. Prima della posa è necessario verificare le condizioni del fondo, la sua stabilità e regolarità, oltre alla presenza di eventuali problemi di umidità.
Rinnovare il pavimento evitando la demolizione
Uno degli aspetti più interessanti della posa sopra un pavimento esistente è la possibilità di limitare le opere di demolizione.
Rimuovere piastrelle, marmo o altri rivestimenti significa infatti produrre materiali di risulta che devono essere raccolti, trasportati e correttamente smaltiti. A questo si aggiungono polvere, rumore e tempi necessari per preparare nuovamente il sottofondo.
Quando le condizioni tecniche lo consentono, conservare la superficie esistente permette invece di semplificare diverse fasi dell’intervento.
Prima di scegliere questa soluzione è comunque fondamentale controllare alcuni aspetti, tra cui:
- planarità e stabilità del pavimento esistente;
- eventuale presenza di umidità;
- altezza finale della nuova pavimentazione;
- apertura di porte e portefinestre;
- caratteristiche tecniche del nuovo pavimento;
- compatibilità con eventuali sistemi di riscaldamento a pavimento.
Una valutazione preliminare permette di capire se la posa sopra il vecchio pavimento sia realmente praticabile.
Non tutti i pavimenti esistenti sono adatti
La possibilità di evitare la demolizione dipende molto anche dalla superficie sulla quale si vuole intervenire.
Una pavimentazione stabile, regolare e ben ancorata può rappresentare una buona base per la posa del nuovo rivestimento. È il caso, ad esempio, di molte superfici in ceramica o marmo che si trovano ancora in buone condizioni.
La situazione cambia in presenza di pavimenti instabili o flottanti. Posare una nuova superficie sopra un fondo che presenta movimenti potrebbe infatti compromettere il risultato finale.
Anche superfici molto irregolari, problemi di umidità o rivestimenti tessili come la moquette richiedono valutazioni e interventi differenti.
Per questo la posa flottante non deve essere considerata semplicemente un modo per “coprire” qualsiasi vecchio pavimento, ma una tecnica da utilizzare quando il sottofondo presenta caratteristiche adeguate.
Il ruolo dello spessore nelle ristrutturazioni
Quando si posa un nuovo pavimento sopra quello esistente, ogni millimetro può avere la sua importanza.
Lo spessore complessivo deve essere valutato soprattutto in corrispondenza delle porte, delle soglie, degli infissi e degli eventuali cambi di pavimentazione tra un ambiente e l’altro.
Sul mercato esistono oggi pavimenti flottanti con spessori differenti, caratteristica che consente di scegliere la soluzione più indicata anche in funzione delle condizioni dell’abitazione.
Lo spessore, tuttavia, non dovrebbe essere l’unico parametro di scelta. Resistenza all’usura, stabilità, comportamento in presenza di acqua, qualità del sistema di incastro e destinazione d’uso sono altrettanto importanti.
Comfort e prestazioni: cosa valutare
Un pavimento accompagna la vita quotidiana di un’abitazione per molti anni. Oltre all’aspetto estetico è quindi utile considerare le sue caratteristiche tecniche.
In particolare, nella scelta possono essere valutati la resistenza ai graffi e all’usura, la facilità di pulizia, la stabilità dimensionale e il comportamento in presenza di acqua.
Anche la struttura del pavimento e l’eventuale presenza di un materassino integrato possono incidere sul comfort durante l’utilizzo.
Per chi sta valutando questo tipo di intervento, può essere utile approfondire cos’è un pavimento flottante e quali sono i suoi vantaggi, così da comprenderne meglio caratteristiche, sistemi di posa e differenti possibilità di utilizzo.
Una ristrutturazione parte sempre da una valutazione dell’esistente
Ridurre gli interventi di demolizione può rendere una ristrutturazione più semplice, ma ogni abitazione presenta caratteristiche differenti.
Prima di procedere è quindi importante verificare attentamente il pavimento esistente e scegliere materiali compatibili con le condizioni dell’ambiente e con l’utilizzo previsto. La posa flottante rappresenta una delle possibilità oggi disponibili per rinnovare gli interni intervenendo sull’esistente. Quando il fondo è idoneo e il prodotto viene scelto correttamente, può consentire di trasformare gli ambienti limitando le lavorazioni necessarie e mantenendo una maggiore semplicità di intervento.
